Stamattina non ho niente da fare e, per vincere pericolosi istinti suicidi, mi sono riaffacciato al nostro blog. Era da un pò che neanche lo leggevo e mi sono reso conto che ormai il titolo è improprio, non più "COMPAGNI DI VIAGGIO" ma dovrebbe essere "COMPAGNA DI VIAGGIO CON OSPITE SALTUARIO". Se, infatti, io latito sempre più, la mia compagna invece continua a frequentarlo, a raccontare storie, a descrivere (e molto bene) sentimenti e stati d'animo, a sparlare di me; del resto, è lei la scrittrice del gruppo, la vena artistica ce l'ha tutta lei, io sono soltanto uno che ogni tanto aggiunge qualcosa. E che a volte non viene compreso. Se aggiungo un post in cui scrivo "Tutta la mia vita non doveva andare così" a me sembra chiaro che sto facendo il verso alla C.D.V. che si lamenta solamente di una singola giornata, il pessimismo cosmico non centra niente. Non dico di essere la persona più ottimista di questo mondo (credetemi, non ne avrei motivo!) ma è soltanto una questione di carattere, forse una difesa: io uso sempre l'autoironia, mi prendo per il culo da solo, magari per anticipare gli altri, o molto più semplicemente perchè son fatto così. E quando uso frasi tipo "io credo in Dio, è Dio che non crede in me" o quando mi definisco "nullafacente, nullatenente, prossimo quarantenne, calvizia incipiente e sessualmente in fase calante" o quando affermo che la mia canzone preferita è POVERO ME di De Gregori (c'è il ritornello che fa "povero me povero me mi guardo intorno e sono tutti migliori di me") sono tutte forzature per alleggerire momenti-no, nessuna voglia di farsi compatire, soltanto un convinto assertore (uno dei pochi rimasti) del motto "una risata vi seppellirà". Sempre meglio riderci sopra che piangersi addosso!COMPAGNO DI VIAGGIO